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L’invecchiamento attivo al centro della ricerca e della progettazione

L’Uisp prosegue il percorso di sviluppo in un settore che coinvolge sempre più istituzioni e stakeholder. Parla Massimo Gasparetto

 

“Invecchiare bene in una società che cambia”, è il titolo del convegno che si è svolto mercoledì 28 gennaio a Roma presso la sede dell’Inps, e racchiude una strategia di gestione del fenomeno della crescita dell’età media, che rispecchia anche la prospettiva Uisp in questo campo di intervento.

L’iniziativa ha proposto un confronto tra istituzioni, ricerca e attori pubblici sulle politiche per affrontare la transizione demografica e sulle evidenze utili a orientare scelte e priorità in una società che invecchia. La riflessione è partita dal programma Age-it, grazie a cui le università italiane, dal 2023 al 2025, hanno sviluppato un corpus di ricerche a 360 gradi sul tema dell'invecchiamento. Al suo interno ci sono ampi approfondimenti su vari aspetti dalla demografia alla cura delle malattie, a partire dalle demenze, dalla chimica dell'invecchiamento cellulare alla sostenibilità del welfare.

“Il programma Age-it è stato assegnato all’Italia dall’Unione europea perché dal punto di vista demografico presenta caratteristiche straordinarie - spiega Massimo Gasparetto, responsabile Politiche per la promozione della salute e welfare Uisp - abbiamo una vita media tra le più avanzate e un tasso di natalità bassissimo: questa emergenza demografica potrebbe trasformare il nostro Paese in un esperto a livello internazionale sulle politiche per l'invecchiamento. Al contempo, l’Inps esprime grande preoccupazione perchè i giovani lavoratori sono sempre meno mentre crescono le pensioni da pagare, con un grave squilibrio sistemico. Valeria Vittimberga, direttrice generale dell’Inps ha aperto l’incontro evidenziando alcune parole chiave: politiche lunghe e differenziate, autonomia, salute, relazione, partecipazione. Sono tutti aspetti in cui l’azione dell’Uisp si rispecchia perfettamente: viene naturale mettere in relazione questi concetti con il nostro core business che è far muovere le persone, per il mantenimento di una maggiore autonomia”.

L’età dell’invecchiamento tende a spostarsi sempre più avanti, ora per la geriatria è intorno ai 75 anni, quando in media una persona ha smesso di lavorare e ha bisogno di trovare una identità nuova, mettendo in campo azioni che la facciano sentire connessa alla vita, con relazioni che non siano solo quelle familiari, per trovare senso in un tempo che è sempre più prezioso. 

“Le risultanze e i dati emersi da questi studi compongono un corpus di competenze utile a gestire un invecchiamento attivo sempre più strutturato e accessibile - prosegue Gasparetto - la salute va intesa nel senso della creazione di condizioni che permettano alle persone di vivere al meglio del loro potenziale umano, in tutte le fasi della vita, ma in particolare nell’età anziana. Lo sportpertutti, nelle sue declinazioni specifiche rivolte alla grande età, può permettere alle persone di continuare a partecipare alla vita delle comunità non solo quando stanno bene, ma anche in presenza di limitazioni funzionali”.

L’invecchiamento attivo non deve essere visto come una concessione, afferma Massimo Gasparetto, ma come un nuovo diritto, su cui lavorare fin dalla gioventù, attraverso la promozione di stili di vita e atteggiamenti sociali utili al mantenimento di una buona salute attraverso il movimento. 

L’appuntamento romano ha visto l’alternarsi di molti interventi, tra questi quello di Andrea Ungar, professore ordinario di geriatria all’Università di Firenze, che ha spiegato come l’ageismo, cioè l’incapacità di cogliere il contributo degli anziani alle nostre comunità, abbia un grande costo economico, perchè non permette di sfruttare ciò che le persone possono ancora dare. Preparare la società affinchè questo sia invece possibile è un compito importante che coinvolge tutti gli stakeholder e il terzo settore. 

Sul ruolo del terzo settore è intervenuta la viceministra del Lavoro e delle Politiche Sociali Maria Teresa Bellucci: “La viceministra ha detto che il terzo settore sarà coinvolto attraverso l'Istituto per l’invecchiamento attivo, che sarà l’esito di questo corpus di ricerche - spiega Gasparetto - Questo progetto ci coinvolge in prima persona in quanto associazione di promozione sociale: l’Uisp promuove salute per tutte le età della vita, ma in questa fase storica un importante focus è proprio sulle persone anziane. La nostra associazione ha tante competenze che possono essere messe a disposizione per partecipare a questo panorama di opportunità, attraverso il corpo e il movimento possiamo promuovere un grande lavoro associativo”.

L’invecchiamento attivo entra nel nostro ordinamento con la Legge delega in materia di politiche in favore delle persone anziane (L.33/2023) nell’Art. 3; l’Istituto nazionale per l’invecchiamento attivo continuerà il percorso di Age-it e dovrà connettere le politiche e le ricerche. “Ci auguriamo che questo percorso venga sempre più sviluppato e alimentato con le risorse necessarie per costruire politiche organiche. Per farlo si dovrà tenere conto anche dei principi enunciati dalla Carta di Toronto per l'attività fisica, uno strumento globale di advocacy e orientamento, pubblicato per promuovere stili di vita attivi e sostenibili attraverso azioni politiche e sociali coordinate. Sottoscritta a livello internazionale, la Carta mira a ridurre le malattie non trasmissibili e migliorare la salute pubblica. Per applicare questi principi c’è bisogno di una visione ampia di salute e stili di vita, che tenga conto anche delle logiche di urban health, per la creazione di spazi belli che accolgano le persone in tutte le fasi della vita, anche quelle critiche”.

L’attività fisica adattata, che l’Uisp organizza in molti Comitati, si pone al centro di queste strategie, perchè permette di coinvolgere persone con patologie croniche o neurologiche, offrendo ad ognuno una proposta motoria specifica e adatta alle diverse esigenze. “Il nostro modo di vedere la persona è frutto della nostra storia, e mette al centro la persona nella sua interezza. Migliaia di soci in tutta Italia praticano Afa con noi, ma ci sono grandissimi margini di miglioramento sia dal punto di vista quantitativo che qualitativo, grazie a nuovi approfondimenti formativi da mettere in calendario per sviluppare maggiore coerenza nell’attività”.

Un elemento imprescindibile per promuovere politiche efficaci rimane la costruzione di alleanze, utilizzando coprogrammazione e coprogettazione per sviluppare azioni condivise e costruttive: “Questa è l’unica strategia per affrontare il principale problema del nostro paese: i compartimenti stagni - conclude Gasparetto - Noi ci stiamo impegnando già da tempo in questo senso, nel gruppo di indirizzo del progetto Age, ad esempio, sono comprese tutte le politiche Uisp affinché siano coinvolte nel percorso. Dobbiamo acquisire e condividere la consapevolezza del nostro grande potenziale di sviluppo. Il nostro progetto e le attuali politiche nazionali devono essere da stimolo per rilanciare in maniera organica il lavoro sull’invecchiamento attivo, usando questa grande attenzione come spinta per approfondire e  studiare. Abbiamo circa 120.000 soci over 75, per queste persone noi dobbiamo dare il meglio, prendercene cura, promuovere diffusione territoriale e omogeneità delle attività, accrescere le competenze di operatori e dirigenti, affinchè sviluppino le connessioni politico-istituzionali utili a sviluppare il tema dell’invecchiamento attivo”. (Elena Fiorani)

 

Fonte: Uisp Nazionale

UISP BOLOGNA
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